venerdì 11 novembre 2011

Il Palazzo della Mezzanotte

sfide: a tema, mistero, incrociata

Titolo originale: El Palacio de la Medianoche
Autore: Carlos Ruiz Zafon
Anno di pubblicazione: 2010
Editore: Mondadori
Pagine: 312

Iniziato il: 9 novembre 2011
Terminato il: 10 novembre 2011
Valutazione: ★★★ e mezzo
Non potrò mai dimenticare la notte in cui nevicò su Calcutta. Il calendario dell’orfanotrofio di St Patrick’s sgranava gli ultimi giorni di maggio del 1932 e si lasciava alle spalle uno dei mesi più caldi che la storia delle città dei palazzi ricordasse.
Giorno dopo giorno, aspettavamo con tristezza e timore l’arrivo di quell’estate nella quale avremo compiuto sedici anni e che avrebbe significato la nostra separazione e lo scioglimento della Chowbar Society, il club segreto e riservato a sette membri esclusivi che era stato il rifugio durante gli anni dell’orfanotrofio. Lì eravamo cresciuti senz’altra famiglia che noi stessi e senza altri ricordi che le storie che ci raccontavamo intorno al fuoco a notte fonda, nel cortile della vecchia casa abbandonata che sorgeva all’angolo tra Cotton Street e Brabourne Road, un casermone in rovina che avevamo ribattezzati il Palazzo della Mezzanotte. Non sapevo, allora, che quella sarebbe stata l’ultima volta che avrei visto il luogo nelle cui strade ero cresciuto e il cui fascino mi ha inseguito fino a oggi.
(incipit)

Trama: 
Ben e Sheere sono due gemelli salvati appena nati da morte certa e separati, ancora in fasce, nel tentativo di salvare loro la vita. Dopo sedici anni, il passato bussa prepotentemente alla loro porta con il volto di una minaccia dagli occhi infuocati e i due fratelli sono costretti ad indagare sulla loro storia per scoprire chi e per quale motivo gli sta dando la caccia. Aiutati dai membri della Chowbar Society, la società segreta fondata da Ben e i suoi compagni durante gli anni all'orfanotrofio St. Patricks, i due ragazzi dovranno sfruttare tutto il proprio coraggio e la propria intelligenza per far luce sul mistero delle loro origini.

Commento:
Quando vengo colpita da un autore, mi piace sempre andare a ripescare i suoi lavori precedenti, non perchè mi aspetti di trovare chissà quale capolavoro (se lo trovo, ben venga), ma perchè sono curiosa di scoprire la sua evoluzione e il percorso che ha portato infine alla composizione del tal romanzo, particolarmente bello. Ho fatto così con Jostein Gaarder, e sono stata felicissima di aver scoperto le origini de Il mondo di Sofia tra le pagine di L'enigma del solitario, e così ho fatto anche in questo caso per Carlos Ruiz Zafon, autore che mi ha appassionato con Il gioco dell'angelo, ma mi ha del tutto stregata con L'ombra del vento. Il Palazzo della Mezzanotte è stato il suo secondo romanzo e al suo interno vi sono tutti gli ingredienti che si ritrovano, meglio amalgamati, nei suoi romanzi più recenti. Certo, di difetti ce ne sono: alcune incongruenze a livello di trama [SPOILER. evidenziare per leggere] (ad un certo punto viene detto esplicitamente, come se fosse un particolare fondamentale, che la combinazione dell'ingresso alla casa di Chandra cambia all'uscita di Ian, e che la parola da inserire non sarà più "Dido" ma "Kali". Poche pagine dopo, però, Ben si riprende da una perdita di conoscenza e trova Ian e gli altri accanto a lui nel salone: come hanno fatto a rientrare, non sapendo che la combinazione era cambiata e non essendoci nessun altro in casa a parte Ben - che era svenuto - che potesse aprire dall'interno?), il personaggio del nemico che non è, a mio parere, molto ben curato e a volte poco credibile [SPOILER. evidenziare per leggere](entra in campo il paranormale, è vero, ma a suo modo anche quello deve essere credibile), per citarne alcuni. Però, ed è un però molto importante, il romanzo è appassionante (effetto calamita: impossibile staccarsi dalle pagine), il ritmo incalzante e lo stile estremamante scorrevole; inoltre un paio di volte un brividino mi è corso lungo la schiena. Non c'è nulla da fare: Zafòn ha sempre avuto talento, sa scrivere, e tutti i difetti di questo romanzo sono imputabili esclusivamente al fatto che è uno dei primi, doveva ancora affinarsi e, soprattutto, doveva trovare la storia giusta. Dopotutto questo è il percorso degli scrittori veri: chi viene osannato ed esaltato al primo romanzo, o è un genio, o è un caso montato ad arte per vendere. Di geni, per ora, non ne ho visti.
In quel momento [...] mi bastò osservare il volto del mio amico Ben mentre parlava con Sheere per intuire che la ruota della fortuna aveva invertito il suo giro e che sul tavolo c'era una mano al buio, la cui posta ci spingeva a giocare una partita al di là delle nostre possibilità.
(Ian)
«Ci sono due cose nella vita che non puoi sceglierti, Ben. La prima sono i tuoi nemici. La seconda, la tua famiglia. A volte la differenza tra gli uni e l'altra è difficile da cogliere, ma il tempo insegna che, in fin dei conti, le tue carte avrebbero sempre potuto essere peggiori. La vita, figlio mio, è come la prima partita di scacchi. Quando inizi a capire come si muovono i pezzi, hai già perso.»

mercoledì 9 novembre 2011

Sfida dei Premi Nobel

 
 sito ospite: aNobii

REGOLAMENTO

Lettura di almeno un libro per quindici premi Nobel per la letteratura toccando almeno cinque diversi Paesi.

1) In caso si raggiunga l'obiettivo prima della scadenza sarà possibile rilanciare, in questo caso senza l'obbligo della nazionalità.
2) Sono validi tutti i premi Nobel, quindi anche chi non ha scritto romanzi ma solo poesie.
3) Lista non obbligatoria e sempre modificabile.
4) Riletture ammesse se sono passati almeno cinque anni dall'ultima lettura.
5) Le iscrizioni sono sempre aperte.
6) Durata dal 01.06. 2011 al 31.05.2013.

LISTA LIBRI
1. I Buddenbrook, Thomas Mann (1929) Germania
2. The Waste Land, Thomas Stearns Eliot (1948) Regno Unito
3. Uno, nessuno, centomila, Luigi Pirandello (1934) Italia
4. Il mio nome è rosso, Orhan Pamuk (2006) Turchia
5. Uomini e topi, John Steinbeck (1962) Usa
6. Memoriale del convento, Josè Saramago (1998) Portogallo
7. Il salto, Nadine Gordimer (1991) Sudafrica
8. Narciso e Boccadoro, Herman Hesse (1946) Svizzera
9. Il signore delle mosche, William Golding (1983) Regno Unito
10. Cent'anni di solitudine, Gabriel Garcìa Marquez (1982) Colombia
11. Per chi suona la campana, Ernest Hemingway (1954) Stati Uniti
12. Ossi di seppia, Eugenio Montale (1975) Italia
13. Opinioni di un clown, Heinrich Böll (1972) Germania
14. Lo straniero, Albert Camus (1957) Francia
15. Waiting for Godot, Samuel Beckett (1969) Irlanda

lunedì 7 novembre 2011

Le voci di Nike

Autore: Silvia M. Damiani
Anno di pubblicazione: 2010
Editore: ExCogita Editore
Pagine: 136

Iniziato il: 28 ottobre 2011
Terminato il: 07 novembre 2011
Valutazione: ★★ e mezzo
La vecchia camminava da tempo immemorabile.
"Un colpo secco, null'altro."
I piedi nudi accarezzavano l'erba profumata, ma il suo corpo non pareva nemmeno accorgersene: con la schiena curva, i capelli spenti e la pelle avvizzita, la donna dava l'impressione di portare sulle spalle una stanchezza inumana; aveva gli arti intorpiditi dal freddo, eppure continuava a camminare, guidata solamente dall'inerzia dei propri passi.
(incipit)
Trama: 
In un’atmosfera goticheggiante fuori da ogni tempo, la principessa Nike fugge gli aguzzini del principe Nabil, nemico e traditore, inseguita da un canto – a lei familiare e alieno insieme – trasportato dal vento. Avvolta da una spirale di incantesimi, voci e volti seducenti, che sembrano emergere da un passato dimenticato, la protagonista dovrà trovare in sé il potere per salvare, una volta per tutte, l’amore che le è stato violentemente sottratto da una volontà superiore.
“Sei nodi, uno per ogni senso, l’ultimo per il cuore”: l’intrecciarsi e il riflettersi della narrazione, condotta con originale maestria da questa giovane autrice, avvinceranno il lettore a un romanzo fantastico, lontano dai cliché del genere.

 (dal retro di copertina)

Commento:
Niente da fare, purtroppo tra me e questo libro è stata una lotta. Mi dispiace tantissimo, perché sono sempre felice quando, tramite le diverse catene di lettura a cui partecipo, scopro bellissime storie scritte da autori poco conosciuti, ma purtroppo questa volta non è scattata la scintilla: l'autrice in realtà scrive bene, si vede che c'è stato del lavoro dietro a questo racconto, il libro non è scritto tanto per fare. Il problema fondamentale è che secondo me è davvero troppo, troppo ingarbugliato: a me generalmente piace molto l'espediente di lasciar comprendere solo alla fine il vero significato di tutti gli elementi della storia e apprezzo anche gli slittamenti temporali, ma nel caso di questo racconto, per i miei gusti ci sono troppi giri.
Indubbiamente non è facile riuscire a scrivere un romanzo non lineare: bisogna avere perfettamente in testa tutta la trama e riuscire poi a smembrarla sparpagliando i vari tasselli attraverso le pagine e lo sforzo dell'autrice è da riconoscere, però non posso nascondere che la sovrabbondanza di parti apparentemente slegate tra loro, invece che catturarmi ha provocato l'effetto opposto e mi ha tenuta a distanza. Inoltre i personaggi sono rimasti lontani da me durante tutta la lettura: erano là, sullo sfondo, li vedevo sfocati e facevo fatica ad inquadrarli. L'unica che mi ha provocato qualche emozione è stata la protagonista, ma solo perché era talmente inerte da esasperarmi: cadeva in continuazione e ogni volta mi innervosiva.
Ciò che senza dubbio è stato reso alla perfezione è l'atmosfera ovattata perfetta per una fiaba, in cui sembra di essere immersi in un sogno senza tempo, dove ogni tanto appaiono immagini che poi scompaiono e in cui i pezzi si mescolano lasciando un senso di disorientamento. In generale, dal punto di vista dello stile, la scrittrice è stata molto brava, su questo non c'è dubbio. La questione è che non è riuscita ad avvinghiarmi e dopo un po' ho iniziato ad arrancare davvero con fatica. Ho voluto comunque sforzarmi di portare a termine la lettura perchè non mi sembrava giusto lasciarla a metà, dato che l'autrice è stata così gentile da mettere a nostra disposizione gratuitamente il suo lavoro, e come minimo meritava la lettura completa.

domenica 6 novembre 2011

La morte nel villaggio

sfide: generi letterari, bersaglio, percorsi di senso, mistero

Titolo originale: Murder at the Vicarage
Autore: Agatha Christie
Anno di pubblicazione: 1980
Editore: Mondadori
Pagine: 195

Iniziato il: 05 novembre 2011
Terminato il: 06 novembre 2011
Valutazione: ★★★★
Non è tanto facile sapere con precisione da che parte cominciare questo racconto, ma ho fissato la mia scelta su un certo mercoledì all'ora della colazione in canonica. Benchè la nostra conversazione di quel giorno non avesse in fondo nulla a che fare con quanto mi accingo a scrivere, pure qualcuna delle frasi pronunciate ebbe più tardi una certa importanza sugli avvenimenti che sto per narrare.
(incipit)
Trama: 
La tranquillità del villaggio di St. Mary Mead viene scossa dall'omicidio del colonnello Protheroe, un uomo burbero e poco simpatico, ucciso da un colpo di rivoltella nella biblioteca del vicariato. Sembra inizialmente un caso di facile soluzione per l'ispettore Slack, ma una serie di eventi curiosi e di contraddizioni lo trasformano in un vero e proprio enigma che solo l'acuta Miss Marple riuscirà a risolvere.

Commento:
Il mio primo romanzo di Agatha Christie; complici alcune sfide di anobii, sono finalmente riuscita a leggere un giallo di questa grandissima signora del mistero e ne sono rimasta soddisfattissima, come prevedevo. Io non sono, infatti, un'amante di storie truculente o angoscianti: ho provato una volta a leggere un romanzo di Patricia Cornwell, mi pare fosse Calliphora (mia mamma è una grande fan di Kay Scarpetta), ma mi ha messo addosso talmente tanta ansia che ho deciso di cambiare genere. Se non mi piace che il narratore si soffermi troppo su dettagli macabri e sanguinosi, o mi faccia morire di paura mentre l'assassino zompa all'improvviso alle spalle del protagonista, adoro invece gli enigmi e cercare di risolverli insieme al detective di turno; per questo preferisco provare con i gialli "classici", al centro dei quali non c'è la mente malata di un serial killer che poi mi aspetto di ritrovarmi nascosto dietro ai cespugli sotto casa, ma un puzzle ben congegnato che va risolto mettendo insieme tutti i pezzi sparsi nel racconto. In questo mio primo tentativo ho fallito miseramente: sono cascata in pieno nel tentativo di depistaggio organizzato dal colpevole e sono costretta ad ammettere che avrei mandato in prigione un innocente. Meno male che Miss Marple è molto più sveglia di me.

Il romanzo è narrato in prima persona dal vicario di St. Mary Mead, Leonard Clement, il quale, dopo aver scoperto il cadavere del colonnello Protheroe nella sua biblioteca, inizia a giocare al detective, grazie anche al fatto che la maggior parte degli abitanti del villaggio preferiscono rivolgersi a lui piuttosto che alla polizia per rivelare informazioni. Miss Marple è una delle vecchiette un po' pettegole che animano il paese; a differenza delle sue compagne, però, è una grande osservatrice e possiede una mente molto acuta, oltre alla straordinaria prerogativa di trovarsi sempre nel posto giusto al momento giusto. Ad essere sincera, mi aspettavo che a narrare la vicenda fosse Miss Marple, o per lo meno che facesse parte dei personaggi principali; l'anziana signora, invece, compare solo ogni tanto all'interno del racconto per insinuare qualche dubbio e riportarci sulla retta via, e fa poi il suo ingresso trionfale nella scena finale nella quale rivela l'identità dell'assassino, la dinamica del delitto e il percorso che l'ha condotta verso la soluzione. Spero che nelle sue avventure successive sia un po' più presente, perchè è una figura che mi incuriosisce molto e mi piacerebbe conoscerla meglio.

Miss Marple è una vecchietta coi capelli bianchi e dai modi sempre molto timidi e mansueti. La signorina Wetherby è un misto di miele e di aceto. Miss Marple è certamente la più pericolosa delle due.
"La famosa intuizione di cui si fa un gran parlare, sta in fondo tutta qui. Intuire significa in realtà leggere una parola senza bisogno di compitarla. I bambini non ci riescono perchè mancano di esercizio, ma i grandi riconoscono subito la parola, per averla vista molte volte nel corso della loro vita."
(Miss Marple)

sabato 5 novembre 2011

Drop Dead Diva (Stagione #1)

Titolo originale: Drop Dead Diva
Ideatore: Josh Berman

Personaggi principali: Jane Bingum (Brook Elliott), Teri Lee (Margaret Cho), Grayson Kent (Jackson Hurt), Kim Kashwell (Kate Levering), Stacy Barret (April Bowlby), Fred (Ben Feldman).

Trasmesso in Italia: 2011
Valutazione: ★★★




Trama:
Deb e Jane muoiono nello stesso momento; una è una splendida modella piuttosto stupida, l'altra è un brillante avvocato con qualche chilo di troppo. In paradiso, Deb trova il modo di tornare sulla terra ma i suoi piani vengono sconvolti dal fatto che, invece di ritrovarsi nel suo corpo perfetto, capita proprio nel corpo di Jane e la sua vita si rivoluziona completamente: nei panni di Jane capisce che, oltre ad essere diventata estremamente intelligente, cosa che la sorprende molto, può davvero rendersi utile agli altri.

Commento:
Ho iniziato a vedere questa serie a febbraio, complice la febbre che mi ha tenuta a casa dal lavoro, e mi è piaciuto subito, perchè è leggero, allegro e simpatico, ma anche appassionante, soprattutto perchè non è il solito legal in cui tutti si prendono molto sul serio. Purtroppo dopo i primi sei episodi mi sono un po' persa e ho smesso di vederlo con continuità, quindi l'ho lasciato lì abbandonato. Adesso che mi è ripresa la voglia di serie tv l'ho ripreso da dove l'avevo lasciato e mi sono goduta in pieno le ultime sei puntate.

Ciò che più mi piace di Drop Dead Diva è il fatto che in ogni puntata, i casi che spettano a Jane sono sempre collegati con la sua vita personale e molto spesso la aiutano ad andare avanti e ad accettare tutti i cambiamenti che la sua vita ha subito dopo essere tornata sulla terra. Ci sono infatti molte cose che Jane/Deb deve imparare a sopportare: la sua nuova vita e il lavoro, il suo nuovo corpo, la sua età (la "vera" Jane, infatti, aveva cinque anni più di Deb, anni che non possono più esserle restituiti e che sono irrimediabilmente persi). Inoltre, e questo è l'aspetto più difficile da accettare, Jane si troverà ad essere collega di Grayson, suo fidanzato quando era ancora nel corpo di Deb, al quale non può ovviamente rivelare la verità e dal quale dovrà imparare a sopportare la lontananza, nonostante sia tutto il giorno fisicamente insieme a lui in ufficio. Per di più, durante la stagione Grayson avrà anche una relazione con Kim, l'altra avvocatessa dello studio in lizza per la posizione di socia e con la quale Jane ha un pessimo rapporto. In generale, comunque, il tono del telefilm rimane sempre tendente alla commedia e anche se in ogni puntata ci sono dei momenti seri e anche intensi, non si tratta mai di una serie drammatica. I personaggi di Stacy, la modella un po' svampita migliore amica di Deb, e di Fred, l'angelo custode, contribuiscono a rafforzare l'atmosfera simpatica e poco seria; inolte, loro sono gli unici a conoscere la verità su Jane/Deb.

Come ogni serie che si rispetti, la prima stagione si conclude con un colpo di scena: Jane ha appena deciso di inziare seriamente a frequentare un collega, Tony, quando alla sua porta bussa un uomo che si presenta come suo marito.

«Vicki, lei è quello che vuole essere. Lo sa, ci sono persone che mi credono insicura, se io mi lasciassi convincere farei del male solo a me stessa. Suo marito ha sposato una donna forte e fiera, e se lei non decide di alzarsi e di combattere per sé stessa, avrà perso per sempre.»
(Jane)
Fidanzato traditore: «Lo so che ho fatto un bel casino»
Kim: «Un bel casino? Un bel casino è scordarsi il compleanno o dirle che il vestito nuovo che ha messo la fa sembrare grassa. Lei si è fatto la damigella d'onore il giorno delle sue nozze. A che pensava??»

venerdì 4 novembre 2011

Un weekend da bamboccioni

Titolo originale: Grown Up
Regista: Dennis Dugan
Anno: 2010
Genere: Commedia
Cast: Lenny (Adam Sandler), Eric (Kevin James), Rob (Rob Schneider), Kurt (Chris Rock), Marcus (David Spade), Roxanne (Salma Hayek)

Visto il: ottobre. Il giorno non lo ricordo.
Valutazione: ★★★ e mezzo
Trama: Trent'anni dopo il diploma, cinque amici, vecchi compagni di squadra, si riuniscono per onorare la scomparsa dell'allenatore di basket d'infanzia. Con mogli e figli, trascorrono insieme il weekend del 4 luglio nella casa sul lago dove anni prima avevano festeggiato la vittoria della squadra. Ricreando atmosfere del passato, scoprono che crescere non significa necessariamente diventare adulti.
(comingsoon.it)
Sono indietrissimo con i commenti ai film: non ne ho visti tanti ultimamente, ma nonostante ciò non ho mai avuto voglia di recensire quei pochi. Adesso provo a portarmi un po' avanti.

Un weekend da bamboccioni è una commedia simpatica, leggera e divertente. Questi uomini sono proprio tutti uguali!! Per tutto il film ho pensato che il mio ragazzo e suoi amici, quando sono insieme, fanno esattamente le stesse stupidate che Adam Sandler&Co. combinano nel loro weekend!

Pur essendo un film che segue in tutto e per tutto i classici canoni della commedia, (quindi non è esattamente originale) l'ho trovato divertentissimo e alcune scene mi hanno fatta morire dal ridere: mi vengono in mente il gioco con l'arco e la freccia, oppure quando scoprono che la moglie di Eric allatta ancora al seno il figlio di quattro anni... allucinante! ^_^ Nel complesso, un film da vedere preferibilmente in estate e quando si ha voglia di una bella risata.

giovedì 3 novembre 2011

Un mese in un post - Ottobre 2011



Libri letti:

Volo, di Angie Sage, Ed. Salani, 512 pag.
Il conte di Montecristo, di Alexandre Dumas (padre), Ed. BUR, 914 pag.
Chocolat, di Joanne Harris, Ed.Garzanti, 338 pag.
Il castello di Otranto, di Horace Walpole, Ed. Theoria, 155 pag.
Alkymia, di Angie Sage, Ed. Salani, 511 pag.
L'evoluzione di Calpurnia, Ed. Salani, 288 pag.
Rycerca, di Angie Sage, Ed. Salani, 528 pag.

N° libri del mese: 7 - N° pagine del mese: 3246


Cover Originali (solo per libri stranieri)

 
Libri ricevuti, acquistati, scambiati:
The Fairies' Shoemaker and Other Stories, di Enid Blyton (Bookmooch)
Il castello di Otranto, di Horace Walpole (biblioteca)
Chocolat, di Johan Harris (biblioteca)
Cronologia delle scoperte scientifiche, di Isaac Asimov (un gentilissimo prestito di Phoebes)
Le voci di Nike, di Silvia M. Damiani (catena di lettura)
Agemina, di Monica Valentini (catena di lettura)

Fumetti:
W.I.T.C.H. vol.1 - Halloween
W.I.T.C.H. vol.2 - I dodici portali
W.I.T.C.H. vol.3 - L'altra dimensione

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Film:
Un weekend da bamboccioni


Serie TV:
Camelot. Stagione 01, Ep. 01-06