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martedì 25 gennaio 2011

La Casa degli Spiriti

Titolo originale: La casa de los espiritus
Autore: Isabel Allende
Anno di pubblicazione: 1982
Editore: Feltrinelli
Pagine: 364

Iniziato il: 03 gennaio 2011
Terminato il: 24 gennaio 2011

Valutazione: ★★★★★

Barrabàs arrivò in famiglia per via mare, annotò la piccola Clara con la sua delicata calligrafia.
(incipit)

Primo gdl dell'anno per un libro che aspettavo di leggere da una vita: infatti è un secolo che si trova nella mia libreria, esattamente da Natale scorso. Ne ho sentito parlare molto bene e mi ha incuriosita soprattutto perchè appartiene al filone del realismo magico che mi ha affascinata tanto quando l'ho studiato al liceo. Fino ad ora di Isabel Allende ho letto poco e forse i lavori meno importanti: la trilogia di Aquila e Giaguaro, della quale solo il primo libro, "La città delle bestie" mi piaciuto davvero, e qualche brano di comprensione al liceo, mi pare tratti da "Eva Luna racconta" anche se non ne sono completamente sicura (oltretutto me ne ricordo solo vagamente alcune parti).

La discussione su aNobii si trova QUI, mentre di seguito è elencato il calendario con i progressi di lettura. Mi sono permessa di utilizzare lo stesso metodo utilizzato da Phoebes nel suo blog per l'aggiornamento dei gdl...spero non ti dispiaccia, in effetti è il modo più comodo: i collegamenti insieme e un post per ogni aggiornamento.

Ma passiamo al commento di fine lettura: il verdetto è che questo libro è un capolavoro. Purtroppo sono 5 parole e non posso utilizzare questa frase anche nella sfida "dammi 4 parole", però è davvero quello che penso: la Allende mi ha regalato dei personaggi indimenticabili, prima fra tutti Clara e mi ha fatto provare delle fortissime emozioni che spesso si accalcavano una sull'altra lasciandomi confusa: Esteban mi ha fatto questo effetto per tutta la durata della lettura, alternando momenti in cui l'ho odiato ad altri in cui mi ha fatto una pena immensa. Ho riso moltissimo per le bizzarrie di questa famiglia e pianto quando la crudeltà della vita li ha strappati dalle pagine. Cos'altro posso dire: bellissimo.


CALENDARIO (cliccare su ogni tappa per visualizzare il post):
Prima tappa. 3-9 gennaio
Seconda tappa. 10-16 gennaio
Terza tappa. 17-23 gennaio
Quarta tappa. 24-30 gennaio
Quinta tappa. 31 gennaio - 6 febbraio
Sesta tappa. 7-13 febbraio
Settima tappa. 14-20 febbraio
Ottava tappa. 21-27 febbraio

lunedì 15 marzo 2010

La foresta dei pigmei (Le avventure di Aquila e Giaguaro #3)

Titolo originale: El bosque de los Pigmeos
Autore: Isabel Allende
Anno di pubblicazione: 2004
Editore: Feltrinelli
Pagine: 189

Iniziato il: 10 marzo 2010
Terminato il: 14 marzo 2010
Valutazione: ★★★★
Trama: Kate Cold, il nipote Alex e l'amica Nadia ricevono dal "National Geographic" l'incarico di preparare un reportage sui safari che si svolgono a dorso d'elefante. A Nairobi Alex e Nadia incontrano un'indovina che li avverte di un pericolo imminente: saranno costretti ad affrontare un mostro a tre teste e solo se resteranno uniti riusciranno ad avere la meglio. Quando incontrano Fratel Fernando, un missionario alla ricerca di due confratelli, decidono di aiutarlo. Si ritroveranno nel cuore della giungla dove verranno in contatto con una tribù di pigmei caduti in disgrazia da quando la sacerdotessa Nana-Asante è stata sconfitta e il loro villaggio è diventato feudo di tre personaggi: il re Kosongo, il militare Mbembelé e lo stregone Sombe...

Ultimo episodio delle avventure di Aquila e Giaguaro che, secondo me, si riprende perfettamente: mentre "Il Regno del Drago d'oro" mi aveva un po' delusa perchè assomigliava troppo a "La città delle Bestie", qui la storia è differente e anche le parti inverosimili vengono molto ridimensionate. Nadia e Alexander sono ancora più grandi e tra di loro inizia ad insinuarsi un sentimento diverso dall'amicizia; anche Kate Cold, finalmente, sembra essere diventata più fiduciosa nel nipote e soprattutto, diminuiscono notevolmente le volte in cui ripete l'odiosa frase: "non chiamarmi nonna" che, francamente, aveva un po' rotto!

Kate, Alexander, Nadia e i due fotografi sfigati (ogni volta uno dei due rischia di restarci) si recano in Africa per un reportage e vengono coinvolti, dopo un’incidente aereo, nella ricerca di informazioni su dei missionari scomparsi in un villaggio dominato da tre figure che incutono terrore in tutte le popolazioni vicine: il re Kosongo, il comandante dell’esercito Mbembelè e lo stregone Sombe. Giunti sul posto si trovano di fronte ad una situazione difficile e pericolosa: i missionari sono stati uccisi, la popolazione locale è terrorizzata e i ragazzi vengono arruolati nell’esercito a forza, mentre i pigmei sono trattati come schiavi in quanto considerati non umani. Conquistata la fiducia di questi ultimi, Nadia e Alexander decidono di aiutarli e organizzano la rivolta dalla foresta, dove sono riusciti a fuggire, e sfruttando la convinzione di Kosongo e Mbembelé che nessuno avrebbe mai osato sfidarli.

Mi è piaciuta molto l'idea di parlare di un argomento purtroppo ancora molto attuale come lo sfruttamento di alcune popolazioni (in questo caso africane) da parte di persone senza scrupoli che impongono un regime di terrore che non viene spezzato nonostante la differenza numerica tra oppressi e oppressori sia quasi sempre enorme. Devo dire la verità: ho iniziato a sospettare quella che si è rivelata la "sorpresa" finale quasi da subito, ovvero che Kosongo, Mbembelé e Sombe fossero la stessa persona, aiutata soprattutto dalla profezia della veggente sul mostro a tre teste e dal fatto che i tre non comparivano mai contemporaneamente, però questo non è per forza negativo, dato che mi è piaciuto come sono stati sviluppati sia l'inganno che lo smascheramento, anche se forse un maggiore approfondimento della storia dei cattivi e della sorte dei missionari scomparsi non avrebbe guastato. Fortunatamente, questa volta non ci sono stati tradimenti, cosa che mi avrebbe dato parecchio fastidio.

Ho notato che in questi tre libri, in genere, sono i personaggi secondari a risultare i migliori: Angie è fantastica, ed anche il gruppo di guerrieri pigmei sono stati dipinti molto bene. Nel complesso consiglio questa saga, perché molto piacevole e leggera, ma, da quanto ho letto in diversi commenti, bisogna stare molto attenti a considerarla una cosa a parte rispetto a “La casa degli spiriti” o altri libri della Allende per non rischiare di rimanere delusi.

giovedì 11 marzo 2010

Il regno del drago d'oro (Le avventure di aquila e giaguaro #2)

Titolo originale: El reino del dragòn de oro
Autore: Isabel Allende
Anno di pubblicazione: 2006
Editore: Feltrinelli
Pagine: 257

Iniziato il: 3 marzo 2010
Terminato il: 10 marzo 2010
Valutazione: ★★★
Trama: Un piccolo e paradisiaco paese, il Regno Proibito, incastonato tra le montagne dell'Himalaya, che vive in uno splendido e pacifico isolamento da milleottocento anni; un monaco buddista che si sta occupando della formazione spirituale del giovane erede al trono; un prezioso oracolo in grado di predire il futuro in una lingua sconosciuta, quella anticamente usata dagli yeti. Questi sono gli ingredienti della nuova avventura di Nadia e Alexander, già protagonisti di "La città delle bestie", ora alle prese con una pericolosa setta di sanguinari banditi indiani assoldati da un'organizzazione criminale internazionale per trafugare la preziosa statua dai poteri divinatori e per rapire il re che sa come interpellarla.

Questa nuova avventura di Aquila e Giaguaro non è stata entusiasmante come la prima, soprattutto mi è mancata la suspance: ho notato infatti che il meccanismo della vicenda è stato esattamente lo stesso che però se nel primo libro, "La città delle bestie", era una sorpresa, qui è stato troppo prevedibile: la donna che prima sta simpatica a tutti che in realtà si scopre essere una traditrice. Peccato perchè la storia è carina e i nuovi personaggi sono tutti pensati bene, compresi gli Jeti. Quello che invece non mi ha entusiasmata è stato il personaggio di Kate Cold, sempre uguale a sè stessa con l'atteggiamento finto-scorbutico nei confronti del nipote che non può chiamarla "nonna", mentre sia Alex che Nadia hanno avuto una notevole crescita, soprattutto il primo. Un'altro aspetto un po' stonato è stata l'eccessiva presenza della magia, che mi ha dato l'impressione di venire a volte usata in modo un po' comodo, dato che non si riusciva ad inventare niente di meglio.

Piccola nota personale: ho letto molte recensioni su internet di persone che, avendo trovato il libro noioso e non avendoci visto la solita mano della Allende, hanno giustificato il tutto dicendo che, essendo un libro per ragazzi, può anche essere accettabile. Io credo, però, cha anche "Alice nel Paese delle Meraviglie" sia un libro per ragazzi, come anche "L'isola del Tesoro" o "Piccole Donne"...eppure non mi sembra che manchi la qualità in quei libri. Certo, il linguaggio è a volte più semplice e non ci sono violenze o situazioni particolarmente impressionanti, ma questo non vuol dire che siano scritti male o che le storie non siano appassionanti. Se un libro è una delusione, lo è indipendentemente dal fatto che sia per ragazzi o per adulti.