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lunedì 7 novembre 2011

Le voci di Nike

Autore: Silvia M. Damiani
Anno di pubblicazione: 2010
Editore: ExCogita Editore
Pagine: 136

Iniziato il: 28 ottobre 2011
Terminato il: 07 novembre 2011
Valutazione: ★★ e mezzo
La vecchia camminava da tempo immemorabile.
"Un colpo secco, null'altro."
I piedi nudi accarezzavano l'erba profumata, ma il suo corpo non pareva nemmeno accorgersene: con la schiena curva, i capelli spenti e la pelle avvizzita, la donna dava l'impressione di portare sulle spalle una stanchezza inumana; aveva gli arti intorpiditi dal freddo, eppure continuava a camminare, guidata solamente dall'inerzia dei propri passi.
(incipit)
Trama: 
In un’atmosfera goticheggiante fuori da ogni tempo, la principessa Nike fugge gli aguzzini del principe Nabil, nemico e traditore, inseguita da un canto – a lei familiare e alieno insieme – trasportato dal vento. Avvolta da una spirale di incantesimi, voci e volti seducenti, che sembrano emergere da un passato dimenticato, la protagonista dovrà trovare in sé il potere per salvare, una volta per tutte, l’amore che le è stato violentemente sottratto da una volontà superiore.
“Sei nodi, uno per ogni senso, l’ultimo per il cuore”: l’intrecciarsi e il riflettersi della narrazione, condotta con originale maestria da questa giovane autrice, avvinceranno il lettore a un romanzo fantastico, lontano dai cliché del genere.

 (dal retro di copertina)

Commento:
Niente da fare, purtroppo tra me e questo libro è stata una lotta. Mi dispiace tantissimo, perché sono sempre felice quando, tramite le diverse catene di lettura a cui partecipo, scopro bellissime storie scritte da autori poco conosciuti, ma purtroppo questa volta non è scattata la scintilla: l'autrice in realtà scrive bene, si vede che c'è stato del lavoro dietro a questo racconto, il libro non è scritto tanto per fare. Il problema fondamentale è che secondo me è davvero troppo, troppo ingarbugliato: a me generalmente piace molto l'espediente di lasciar comprendere solo alla fine il vero significato di tutti gli elementi della storia e apprezzo anche gli slittamenti temporali, ma nel caso di questo racconto, per i miei gusti ci sono troppi giri.
Indubbiamente non è facile riuscire a scrivere un romanzo non lineare: bisogna avere perfettamente in testa tutta la trama e riuscire poi a smembrarla sparpagliando i vari tasselli attraverso le pagine e lo sforzo dell'autrice è da riconoscere, però non posso nascondere che la sovrabbondanza di parti apparentemente slegate tra loro, invece che catturarmi ha provocato l'effetto opposto e mi ha tenuta a distanza. Inoltre i personaggi sono rimasti lontani da me durante tutta la lettura: erano là, sullo sfondo, li vedevo sfocati e facevo fatica ad inquadrarli. L'unica che mi ha provocato qualche emozione è stata la protagonista, ma solo perché era talmente inerte da esasperarmi: cadeva in continuazione e ogni volta mi innervosiva.
Ciò che senza dubbio è stato reso alla perfezione è l'atmosfera ovattata perfetta per una fiaba, in cui sembra di essere immersi in un sogno senza tempo, dove ogni tanto appaiono immagini che poi scompaiono e in cui i pezzi si mescolano lasciando un senso di disorientamento. In generale, dal punto di vista dello stile, la scrittrice è stata molto brava, su questo non c'è dubbio. La questione è che non è riuscita ad avvinghiarmi e dopo un po' ho iniziato ad arrancare davvero con fatica. Ho voluto comunque sforzarmi di portare a termine la lettura perchè non mi sembrava giusto lasciarla a metà, dato che l'autrice è stata così gentile da mettere a nostra disposizione gratuitamente il suo lavoro, e come minimo meritava la lettura completa.

venerdì 28 ottobre 2011

Rycerca (Saga di Septimus Heap #4)

sfide: serial readers, mattonazzi

Titolo originale: Queste
Autore: Angie Sage
Anno di pubblicazione: 2011
Editore: Salani
Pagine: 528

Iniziato il: 21 ottobre 2011
Terminato il: 27 ottobre 2011
Valutazione: ★★★★
C'è il mercato settimanale su Viale dei Maghi. Una ragazza e un ragazzo si sono fermati al banco delle aringhe in salamoia. Il ragazzo ha i capelli chiari, intrecciati in uno stile che i marinai avrebbero adottato solo in un lontano futuro. Gli occhi verdi hanno un'espressione seria, quasi triste, mentre cerca di convincere la ragazza a lasciargli comprare delle aringhe per lei.
(incipit)
Trama: 
Dopo la rocambolesca fuga dal passato, Jenna e Septimus sono costretti a trovare un modo per riportare nel loro Tempo anche Nicko e Snorri, rimasti intrappolati all'epoca di Marcellus Pye e la regina Etheldredda. A complicare le cose ci si mettono il malvagio fantasma Tertius Fume e Merrin Meredith, che non riesce a darsi pace per essere stato scaricato dal suo vecchio Mago StraOrdinario Dom Daniel e vuole riprendersi l'identità che Septimus gli ha, secondo lui, rubato. Così Sep e Jen, accompagnati dall'amico Beetle e aiutati da un misterioso quanto gentile uomo-topo, si imbarcheranno nella Rycerca, dalla quale nessun Apprendista è mai tornato.

Commento:
Urca! L'ho finito! Chissà adesso quanti anni mi toccherà aspettare prima che traducano anche il volume successivo della saga! Si, ma questa volta non ho intenzione di aspettare: mi procuro le versioni elettroniche in lingua originale e quando la Salani si degnerà di pubblicare, allora prenderò il cartaceo, altrimenti qui finisce che li leggeranno prima i miei figli e nipoti.
Come sempre, fantastico. Mi rendo perfettamente conto che questi romanzi sono pieni di difetti, non sono particolarmente profondi e soprattutto l'autrice si inventa molte soluzioni di comodo che probabilmente molti altri lettori non le lascerebbero passare, ma io non ce la faccio, non riesco ad essere obiettiva, perchè le avventure di Septimus mi piacciono troppo! Adoro l'ambientazione, mi sono innamorata dei personaggi che sono davvero troppo, troppo simpatici, anche i cattivi. Ogni pagina, poi, è percorsa da una leggera ironia, che mi rende felice e serena, ed è una sensazione così bella, che mi permette di chiudere un occhio su tante cose.
In quest'episodio conosciamo meglio un personaggio che già ci era stato presentato in passato, ma che era stato solo una comparsa nelle avventure dei suoi amici: sto parlando di Beetle, il simpaticissimo impiegato (o dovrei dire ex impiegato) della Manuscriptorium, migliore amico di Septimus e con una tenerissima cotta per Jenna. Tornano anche delle vecchie conoscenze: Simon e Lucy (che finalmente sono riusciti a riunirsi), Merrin Meredith (che le prova davvero tutte per liberarsi di Septimus) e faremo anche una visita ai fratelli Heap alle Streghe di Wendtron nella foresta. Il viaggio per raggiungere la Casa dei Foryx, il luogo in cui tutti i Tempi si Incontrano è pieno di pericoli e di prove da superare, e alla fine abbiamo anche un bel colpo di scena che non  mi aspettavo. Adesso già pregusto il nuovo volume, che siccome si intitola Syren, mi fa pensare che lasceremo la terra ferma per addentrarci nelle profondità marine: speriamo!!

venerdì 21 ottobre 2011

Alkymia (Saga di Septimus Heap #3)

sfide: serial readers, mattonazzi, incrociata

Titolo originale: Physik
Autore: Angie Sage
Anno di pubblicazione: 2007
Editore: Salani
Pagine: 511

Iniziato il: 18 ottobre 2011
Terminato il: 20 ottobre 2011
Valutazione: ★★★
Silas Heap e Gringe, il Guardiano della Porta Settentrionale, si trovano in un angolo buio e polveroso della soffitta del Palazzo. Di fronte a loro c'è la porticina di una stanza Sigillata, che Silas Heap, Mago Ordinario, sta per Dissigillare. «Vedi, Gringe» spiega, «è il posto perfetto. Le mie pedine non riusciranno mai a fuggire da qui. Basta che le Sigilli dentro».
(incipit)
Odio Silas Heap! No, non è vero, è fantastico e un papà meraviglioso, ma è troppo, davvero troppo stordito! Cosa farei io se abitassi al Castello, circondata da incantesimi e Magya Oscura e mi trovassi di fronte una porta Sigillata? Probabilmente la lascerei così com'è, ma se avessi proprio la necessità di entrarci, per lo meno mi informerei su come mai qualcuno abbia mai sentito il bisogno di Sigillarla. E invece no; e così, per la sua sbadataggine, ad andarci di mezzo sono i soliti Septimus, Jenna e Nicko, che questa volta si portano dietro anche due nuovi amici, Snorri e il suo gatto Urrl.

In questo episodio, ci troviamo di fronte ad una nuova minaccia: il fantasma un po' troppo solido della malvagissima e antipaticissima Regina Etheldredda, vissuta cinquecento anni prima, ha tutta l'intenzione di ottenere la vita eterna e di tornare a regnare, e per fare ciò ha naturalmente bisogno di un settimo figlio di un settimo figlio da rispedire dritto dritto nel passato senza possibilità di ritorno. Siccome per sua immensa sfortuna l'unico settimo di un settimo in circolazione è Septimus, sarà lui a ritrovarsi imprigionato nella sua stessa Città, ma in un'epoca completamente diversa.

Come sempre Angie Sage riesce a farmi amare i suoi romanzi con la sua simpatia e le sue trovate strampalate; inoltre mi ha fatto davvero morire dal ridere leggere i capitoli scritti nella Lingua Antica che, almeno nella traduzione italiana, altro non è che una buffa versione dell'italiano antico, imperciocchè ciascun personaggio s'esprime con codesto tono aulico ed alquanto vetusto.

Purtroppo la mia amata Marcia non si vede tanto: compare solo in alcuni capitoli all'inizio e alla fine (anche se la sua presenza in questi momenti si sente eccome) perchè rimane nel suo Tempo a cercare un modo per far tornare a casa Septimus e non lo segue, come invece fanno gli altri tre matti. C'è invece un leggero cambio di tono in questo libro rispetto alla spensieratezza dei precedenti perchè vi è il primo lutto della saga: Alice Nettels, la Capo Doganiere del porto, viene uccisa dalla Regina Etheldredda, salvando così la vita a Jenna. Il momento è triste, però sappiamo per lo meno che a) la rivedremo quasi sicuramente perchè la città è piena di fantasmi, b) finalmente potrà passare l'eternità accanto al suo amato Alther. In ogni caso, adesso ci sono da salvare Nicko e Snorri!!

giovedì 13 ottobre 2011

Il castello di Otranto

sfide: generi letterari
Titolo originale: The Castle of Otranto
Autore: Horace Walpole
Anno di pubblicazione: 1983
Editore: Theoria
Pagine: 155

Iniziato il: 11 ottobre 2011
Terminato il: 12 ottobre 2011
Valutazione: ★★★
Manfred, principe di Otranto, aveva un figlio e una figlia: quest'ultima, una bellissima giovanetta di diciotto anni, si chiamava Matilda. Conrad, il figlio, di tre anni più giovane, era bruttino e malaticcio, di carattere nient'affatto promettente; eppure era il prediletto del padre, che non mostrava mai nessun segno di affetto per Matilda.
(incipit)
Il castello di Otranto è, come si legge nell'indispensabile introduzione senza la quale sarei arrivata alla fine del libro senza capire il motivo per cui venga considerato un classico della letteratura fantastica, non solo il capostipite del genere gotico, ma addirittura la prima opera in cui l'autore mescola gli elementi fantasiosi e sovrannaturali tipici della letteratura pre-romanzo alle caratteristiche di adesione alla realtà, invece tipiche del romanzo. Nel castello di Otranto, Walpole attribuisce ai personaggi le parole e i comportamenti con cui qualsiasi persona reale reagirebbe al manifestarsi di elementi sovrannaturali (quindi da una parte l'incredulità e lo scetticismo, dall'altra la paura e l'incomprensione), anche se, ovviamente, secondo i canoni del '700. Vedendolo da questo punto di vista, si capisce come Il castello di Otranto sia davvero un'innovazione, e si possono accantonare tutti i suoi limiti che dipendono, prima di tutto, dal fatto che oggi abbiamo dei canoni di "horror" e "suspance" che sono ben diversi da quelli del '700. In secondo luogo la caratterizzazione dei personaggi non è esattamente approfondita e l'unico che ha un minimo di evoluzione psicologica è Manfred, anche se tutto ciò si riduce ad un continuo cambio di emozioni, dall'ira alla pena, al timore. Gli elementi tipici del genere, avendoli inventati lui, ovviamente ci sono tutti: l'amore contrastato e perduto, i conflitti interiori, il paranormale e, infine, l'ambientazione in un castello cupo ed inquietante, pieno di scale, passaggi segreti e innumerevoli stanze.

Nonostante non sia stata una lettura molto appassionante (fortunatamente è brevissimo), sono contenta di averlo letto, perchè in quanto accanita lettrice di romanzi fantasy, non potevo non conoscere l'autore che ha dato il via alla moderna letteratura fantastica.
Egli vide il figlio fatto a pezzi e quasi sepolto sotto un enorme elmo, cento volte più grande di qualsiasi elmo foggiato per un essere umano, ricoperto di una adeguata quantità di piume nere. L'orrore dello spettacolo, l'ignoranza di tutti, lì intorno, su come fosse capitata questa disgrazia e soprattutto il prodigio tremendo che gli si presentava lasciò il principe senza parole.
La porta era socchiusa; la sera cupa e nuvolosa. Aprendo pian piano la porta, vide qualcuno inginocchiato davanti all'altare. Quando si avvicinò, non gli sembrò una donna, ma una persona vestita di una lunga tunica di lana, che gli dava le spalle e pareva assorta nella preghiera. Il marchese stava per tornare indietro, quando l'altro si alzò e si soffermò qualche momento, immerso in profonda meditazione, senza guardarlo. Il marchese, pensando che quella figura devota gli stesse venendo incontro, volle scusarsi per averla scortesemente interrotta, e disse: - Reverendo padre, cercavo donna Hippolita. -Hippolita!- replicò con voce profonda. - Vieni dunque in questo castello per cercare Hippolita? E girandosi lentamente, la figura svelò a Frederic la bocca rinsecchita e le orbite vuote di uno scheletro, avvolto in una tonaca da eremita.

martedì 4 ottobre 2011

Volo (Saga di Septimus Heap #2)

sfide: serial readers, fantasyosa, mattonazzi, torniamo ragazzi, incrociata, solo donna

Titolo originale: Flyte
Autore: Angie Sage
Anno di pubblicazione: 2006
Editore: Salani
Pagine: 512

Iniziato il: 01 ottobre 2011
Terminato il: 04 ottobre 2011
Valutazione: ★★★★★

E' notte notte alle Melme di Marram: la luna piena brilla sulle acque scure e illumina gli Esseri notturni impegnati nelle loro faccende. Nell'aria domina il silenzio, interrotto di tanto in tanto dal gorgoglio della Melma Mobile mentre le creature che la abitano si avviano al banchetto. Un'enorme nave con l'equipaggio al completo è affondata nella palude e gli Esseri sono affamati...ma dovranno lottare contro i Brunetti della Melma Mobile per accaparrarsi gli avanzi. Ogni tanto una bolla di gas porta in superficie un pezzo della nave; grosse tavole e frammenti di albero ricoperti da uno spesso strato di pece nera galleggiano sulle acque torbide.
(incipit)
Un po' meno divertente del libro precedente, ma altrettanto appassionante, Volo ci riporta fin dalle prime pagine nelle Melme di Marran la sera della cena dell'Apprendista. Su una barchetta un losco figuro aiuta lo scheletro di Dom Daniel ad emergere dalla melma e lo riconduce nel suo regno. Il losco figuro in questione, purtroppo, altri non è che Simon Heap, deluso di non essere stato scelto come apprendista di Marcia e invidioso di Septimus, che appena arrivato ha già sconvolto la sua vita e quella della sua famiglia, soffiandogli anche l'incarico che aveva sempre desiderato. Il ragazzo, quindi, decide di vendicarsi diventando Apprendista di Dom Daniel con la speranza che i piani del suo padrone per tornare ad essere Mago StraOrdinario abbiano successo e lui possa finalmente diventare il vero Apprendista del Mago StraOrdinario.

Anche questo volume è molto movimentato e avventuroso, con una serie di colpi di scena molto carini, come la ricomparsa di Ragazzo 409 e del padre di Jenna, Milo. Questa volta sono i genitori Heap che vengono messi più in secondo piano, mentre seguiamo da vicino le avventure di Jenna e Septimus, la prima in fuga, il secondo alla sua ricerca, che vengono aiutati da vecchi e nuovi personaggi, ovviamente ciascuno dotato del "tocco" di Angie Sage, che riesce a rendere unici anche i personaggi più marginali. Anche qui ci sono delle trovate davvero simpatiche e originali, come il viaggio nei Tunnel di Ghiaccio, la fuga dalla Congrega delle Streghe o la nascita del drago Sputa Fuoco, e un sacco di Incantesimi affascinanti, primo fra tutti quello che dà il titolo al volume, l'antichissimo e potente Incantesimo del Volo. E' davvero incredibile quanto questa saga sia capace di assorbirmi, è come se aprendo il libro subissi anch'io un Incantesimo che mi impedisce di interrompere la lettura.

Un'altra caratteristica che mi piace sempre è la parte finale del libro con il resoconto delle vite dei personaggi secondari o per le comparse (che si solito vengono sfruttate solo per il tempo in cui servono e poi dimenticati); mentre in Magya veniva raccontato cosa accadeva loro in seguito alle avventure di cui avevamo appena letto, in Volo viene raccontata la loro storia precedente all'inzio delle vicende, e questi raccontini sono uno più divertente dell'altro.
Il Magazzino Libri e Amuleti Selvatici era fiocamente illuminato e aveva un odore animalesco. L'ambiente consisteva in due lunghe file di alti scaffali paralleli protetti con sbarre di ferro, dietro le quali i Libri Selvatici erano ammassati l'uno contro l'altro. Mentre seguiva con circospezione Beetle lungo lo stretto corridoio tra gli scaffali, Septimus sentì alle spalle un coro di ringhi, fruscii sinistri e rumori di unghie che grattavano mentre i libri si agitavano dietro le sbarre arrugginite

giovedì 29 settembre 2011

Lilli e lo sceriffo

sfide: salva-comodino, torniamo ragazzi, alfabeto

Titolo originale: Meine Mutter haut sogar Django in die Pfanne
Autore: Klaus-Peter Wolf
Anno di pubblicazione: 1993
Editore: Piemme
Pagine: 79

Iniziato il: 29 settembre 2011
Terminato il: 29 settembre 2011
Valutazione: ★★★

Johan aveva gambe lunghe e magre come stecchini per infilzare le patatine. Se ne stava momentaneamente appoggiato al chioschetto, mangiandosi un hotdog. Diceva di chiamarsi John. Little John. Oppure semplicemente: sceriffo. Aveva pochi amici. Uno come lui non aveva bisogno di amici. Stava benissimo da solo. Ma li c'era bisogno di gente come lui. Prima che quel povero paese finisse in rovina, lui avrebbe fatto qualcosa.
(incipit)
Questo raccontino, a mio parere, non è uno dei migliori della serie de "Il battello a vapore", che a volte regala invece delle piccole perle (tra i più recenti che ho letto, La rosa di San Giorgio), anche se l'ho trovato simpatico e di certo molto più adatto ad un pubblico di maschietti che non di femminucce, le quali generalmente non amano i cowboy (io, infatti, non li sopporto, a parte Terence Hill e Bud Spencer).

Il protagonista è Johan, un bambino dalla fervida fantasia, che non solo si diverte a giocare ai cowboy, ma è fermamente convinto di essere uno sceriffo. No, non è matto, è semplicemente un bambino che vuole rendersi utile nel paese in cui vive e trasforma questo suo bisogno in un gioco. Insieme al suo amico Michel, infatti, Johan fa la spesa per la mamma, aiuta il nonno in ospizio a mangiare il suo pranzo, raccoglie le cartacce per strada; nel frattempo racconta a Michel una storia in cui gli abitanti del paese si trasformano in personaggi di un'avventura western.

Raccontata così ammetto che non sia il massimo della vita, ma è invece simpatico vedere come la fantasia del bambino riesca a partorire una vicenda così estrosa e bizzarra.

mercoledì 31 agosto 2011

La luce dell'acqua

sfide: torniamo ragazzi
Autore: Chiara De Giorgi
Anno di pubblicazione: 2009
Editore: Kaba
Pagine: 69

Iniziato il: 26 agosto 2011
Terminato il: 26 agosto 2011
Valutazione: ★★★★
Stefano non riusciva a credere ai propri occhi: stava volando!
Non come quando era andato in vacanza con la mamma e il papà e avevano preso l'aereo. E nemmeno come aveva visto fare a qualche eroe del cinema, a bordo di un elicottero. No, era più come Peter Pan: volava, alto nel cielo, senza le ali!

Al ritorno dalle vacanze mi attendeva questo libriccino ricevuto grazie ad una catena di lettura di aNobii e che ho letto tutto d'un fiato mentre mi riabituavo all'idea di essere tornata a casa. Mi è piaciuto moltissimo!

La prima cosa che mi ha colpito è stato il profumo delle pagine: fin da piccola ho sempre avuto l'abitudine di annusare i libri che leggo, ed essere accompagnata dalla lettura da un buon profumo è un elemento che mi aiuta a perdermi ancora di più nel racconto. I disegni, poi, altro elemento fondamentale in un libro dedicato ai bambini, sono bellissimi perché "matitosi" e buffi, con il micetto Piccolo Mago e il suo bellissimo cappello blu sempre presenti.

La storia è molto intelligente e narrata in modo frizzante, tanto da riuscire a parlare ai giovani (e meno giovani) lettori di argomenti importanti come le stagioni, l'ecologia e l'ambiente in modo allegro e per nulla noioso. I bambini Stefano, Carlotta, Giampiero e Marco, accompagnati dal gatto Piccolo Mago, vivono un'avventura magica e istruttiva, prima attraverso lo spazio e poi attraverso tre epoche e popoli (Romani, Greci e Celti) alla scoperta dei segreti delle stagioni, il tutto sotto la tenera sorveglianza di Lorena, sorella maggiore di Stefano che lavora nella biblioteca dalla quale parte il viaggio dei quattro amici.

Adesso sono proprio curiosa di leggere anche il secondo libro di Chiara, "Muraco, Sisika e l'Acchiappasogni", sapendo già che rallegrerà la mia giornata con un bel viaggio intriso di magia.

"Ma queste cose le devono fare i grandi!", protestò Stefano, indignato, "Per quale motivo non si impegnano e stanno ad aspettare che il pianeta si riscaldi?"
"Lo sai, i grandi hanno sempre bisogno del buon esempio", replicò Marco scuotendo la testa sconsolato.

mercoledì 24 agosto 2011

La rosa di San Giorgio

sfide: torniamo ragazzi, compratori compulsivi
Titolo originale: La rosa de Sant Jordi
Autore: Joles Sennell
Anno di pubblicazione: 1994
Editore: Piemme
Pagine: 68

Iniziato il: 24 agosto 2011
Terminato il: 24 agosto 2011
Valutazione: ★★★★
C'era una volta un paese chiamato Tremenounquarto. Era così piccolo che aveva solo un villaggio con trentadue case, sei strade, una piazza, una chiesa e un castello in cui viveva la regina Elisenda.
(incipit)

Questo librettino era uno degli introvabili della mia collezione Battello a Vapore, poi un giorno mi è caduto l'occhio su un'esposizione di libri e... era lì! Il numero 5 della serie bianca era lì! Ovviamente non ho esitato e l'ho acchiappato prima che arrivasse qualcun altro.

La favola è simpatica e dolcissima: due paesini quasi identici (Tremenounquarto e Nonsonoancoraletre), governati rispettivamente da un re e una regina, sono separati da un fiume. Sulla sponda appartenente a Tremenounquarto, il giorno di San Giorgio, fiorisce un roseto nato da una goccia di sangue del drago ucciso dal Santo, fermatosi a riposare lungo il fiume. Un giorno il consigliere della regina di Tremenounquarto decide di voler diventare re e per farlo provoca una lite tra i due paesi proprio per chi dovrebbe possedere la rosa.

Facendo parte della serie per i bambini che hanno da poco imparato a leggere, la storia è molto breve, le parole scritte in grande e soprattutto ci sono un sacco di disegni; e io amo i libri con tanti disegni, regredisco davvero allo stadio infantile e passo un sacco di tempo a guardarle e riguardarle.

Il destino del Bosco d'Argento

sfide: fantasyosa, torniamo ragazzi, salva-comodino
Titolo originale: Quest to Faradawn
Autore: Richard Ford
Anno di pubblicazione: 1994
Editore: Nord
Pagine: 287

Iniziato il: 18 agosto 2011
Terminato il: 24 agosto 2011
Valutazione: ★★★★★
Nevicava ancora nel Bosco d'Argento. Per tutta la notte, grossi fiocchi bianchi erano caduti senza requie, ammantando ogni cosa, tanto che, ormai, ogni filo d'erba era coperto da uno spesso strato rotondo, e ogni ramo d'albero sosteneva una candida replica di se stesso.
(incipit)

L'esperienza migliore che un lettore possa sperare di avere è imbattersi in uno di quei libri che fanno scattare qualcosa dentro e che resteranno nella memoria per il resto della vita. Per me "Il destino del Bosco d'Argento" è stato un dono tanto inaspettato quanto meraviglioso e credo che sia uno di quei romanzi che mai consiglierò e che mai regalerò (anche perchè è fuori pubblicazione e probabilmente lo si trova solo in biblioteca), perchè non potrei sopportare l'idea di ricevere dei commenti negativi, o peggio, superficiali su di esso. Conosco perfettamente i motivi che mi hanno portata ad essere così colpita da questo romanzo, ma sono talmente intimi e privati, legati a sogni e pensieri che ho sempre fatto fin da quando ero bambina, che non mi sentirei mai di pubbilcarli su internet. La lettura stessa della storia è diventata un momento intimo e spesso mi è capitato di andare a metterimi tranquilla e da sola a leggere, guardando in bosco dietro casa mia. Perchè questo romanzo andrebbe letto nel bosco, respirandone i profumi e ascoltandone i suoni.

"Il destino del Bosco d'Argento" parla di una leggenda di cui non si conosce il finale e del viaggio di un ragazzo e dei suoi compagni (un tasso, una lepre, un cane, un gufo e una ragazza) per salvare una natura distrutta dal malvagio e sconsiderato comportamento degli uomini. In realtà questa non è una favoletta per bambini, ci sono alcune scene molto crude, perchè si parla di caccia ma non quella che noi uomini abbiamo fatto per milioni di anni per procurarci il cibo, bensì la caccia per divertimento, quella in cui si uccide una volpe solo per la sua coda e il resto del corpo viene abbandonato nel bosco. Più in generale, il libro propone un mondo che gli uomini, detti Urkku, stanno distruggendo con le loro mani e l'unico modo per salvarlo è recuperare i tre Faradawn custoditi dagli elfi.

La leggenda che narra le origini del mondo in cui vivono i protagonisti è affascinante e meravigliosa e tutti i personaggi del romanzo, senza eccezioni, diventano degli amici anche per il lettore, tanto che quando alcuni di loro si trasformano nelle vittime della crudeltà degli Urkku, si condivide la sofferenza di Nab e ci si riempie di rabbia impotente e indignazione. Inoltre, la magia dei luoghi attraversati dagli animali, non dovuta a qualche incantesimo ma all'incredibile bellezza della natura, ha fatto si che il romanzo lasciasse il segno.

Ogni volta che uno sparo eccheggiò sulla neve, Brock provò un moto di dolore e di collera, immaginando l'orrore e la sofferenza degli animali feriti. Più e più volte gli rimbombò nella mente una domanda: Perchè?
Sbucarono all'improvviso in un prato in cima a un poggio ripido, da cui si dominava un torrente impetuoso ed inquieto, gorgogliante e fragoroso nella quiete, oltre il quale si vedeva il Bosco Alto, ammantato di bruma serale, fosco e impenetrabile, tranne quando qualche esplosione d'oro del sole, che sembrava in bilico su di esso, riusciva a perforare la coltre di nebbia.
Nab avrebbe voluto poter rimanere seduto lì per sempre, ad ascoltare quella voce, al sicuro in quella cameretta. Aveva paura di andarsene, perché finché fosse rimasto in quella stanza avrebbe continuato ad essere almeno in parte quello che era sempre stato prima di entrarvi, mentre quando ne fosse uscito, sarebbe stato in qualche modo diverso. Aveva la sensazione di essere sempre stato protetto, in precedenza, da un bozzolo di ignoranza. Ormai, invece, il mondo gli appariva diverso, e il ruolo che aveva in esso lo spaventava terribilimente: non era più un mero spettatore che osservava dall'esterno, bensì era il personaggio principale.

Sotto la Croce (La luce, il buio e i segreti di Andàra #1)

sfide: fantasyosa

Autore: Davide Sassoli
Anno di pubblicazione: 2010
Editore: La Penna Blu
Pagine: 320

Iniziato il: 14 agosto 2011
Terminato il: 17 agosto 2011
Valutazione: ★★★★
Ben trovati! Non ho idea di chi siate e la cosa non ha importanza. Io non sono uno scrittore e non sono un poeta, non è mia intenzione produrre un'opera di grande valore che canti imprese gloriose e venga citata nei secoli a venire. Sono solo un soldato, che in quelle che forse saranno le ultime ore della sua vita sta cercando di lasciare un ricordo di sé, e del popolo che ha lottato per difendere. Questo mio racconto sarà breve tanto quanto lo sarà la mia vita: vi prego di avere la pazienza di ascoltarlo, poichè se la storia non può darci conforto, può almeno insegnarci a non ripetere certi errori.
(incipit)

Per questo romanzo ho solo commenti positivi anche perchè avevo proprio bisogno di staccare la spina dopo il libro bello ma molto serio di Carr e un fantasy era proprio quello che ci voleva.

Ho letto su aNobii che alcuni lettori hanno lamentato che il romanzo si presenti come un techno-fantasy ma mantenga in realtà tutte le caratteristiche del fantasy classico. Io non amo le classificazioni di genere esattamente come non le amo per fascia di età e le utilizzo solo in modo molto generico e anche abbastanza soggettivo per facilitarmi la catalogazione dei libri (oltretutto non so nemmeno che cosa sia davvero un techno-fantasy dato che non credo di averne mai letto uno, dunque non ho un termine di paragone); probabilmente se ci si aspetta, non so, un mondo ipertecnologico con alberi di fili elettrici intrecciati e uomini alla Robocop in effetti si può essere un po' disorientati all'inizio (ma io allora direi fantascienza... non ho le idee molto chiare), ma per me che in un fantasy cerco solo ed esclusivamente l'avventura, indipendentemente dal contesto, questo libro è stato un piacevolissimo compagno. Oltretutto, essendo io un'estimatrice delle parti descrittive e di movimento, in cui i protagonisti fuggono o semplicemente si spostano attraverso il mondo, sono stata felicissima di trovare una buona parte di viaggio nel racconto, oltre alla creazione da parte dell'autore di un mondo fantastico con le sue origini, la sua storia, le sue leggende e addirittura le sue lingue. In poche parole, un gran bel lavoro di fantasia.

I personaggi sono un po' meno elaborati rispetto al loro mondo, soprattutto per quanto riguarda i sette ragazzi protagonisti, ma hanno comunque una propria personalità e un proprio ruolo all'interno della storia. Ho trovato interessante il Gueir Gebl, che nella mia immaginazione mi ha ricordato un po' i personaggi di Avatar, anche se non dello stesso colore, e sono rimasta affascinata dalla bellezza elfica degli Endsha. Spero che venga pubblicato presto il secondo volume.

«Che cosa stiamo diventando?» chiese Danny con un sussurro, dopo qualche minuto che era cominciato il loro turno di guardia.
Sindy gli rispose con la voce tremante ma fiera: «Dei sopravvissuti.»