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lunedì 2 luglio 2012

[Lettura #19/2012] La meccanica del cuore

La mecanique du coeur
di Mathias Malzieu
Paperback, 158 pagine, Feltrinelli 2012
Uno, non toccare le lancette.
Due, domina la rabbia.
Tre, non innamorarti, mai e poi mai.
Altrimenti, nell’orologio del tuo cuore, la grande lancetta delle ore ti trafiggerà per sempre la pelle, le tue ossa si frantumeranno,
e la meccanica del cuore andrà di nuovo in pezzi.incipit
Trama: Nella notte più fredda del mondo possono verificarsi strani fenomeni. È il 1874 e in una vecchia casa in cima alla collina più alta di Edimburgo il piccolo Jack nasce con il cuore completamente ghiacciato. La bizzarra levatrice Madeleine, dai più considerata una strega, salverà il neonato applicando al suo cuore difettoso un orologio a cucù. La protesi è tanto ingegnosa quanto fragile e i sentimenti estremi potrebbero risultare fatali. Ma non si può vivere al riparo dalle emozioni e, il giorno del decimo compleanno di Jack, la voce ammaliante di una piccola cantante andalusa fa vibrare il suo cuore come non mai. L'impavido eroe, ormai innamorato, è disposto a tutto per lei. Non lo spaventa la fuga né la violenza, nemmeno un viaggio attraverso mezza Europa fino a Granada alla ricerca dell'incantevole creatura, in compagnia dell'estroso illusionista Georges Méliès. E finalmente, due figure delicate, fuori degli schemi, si incontrano di nuovo e si amano. L'amore è dolce scoperta, ma anche tormento e dolore, e Jack lo sperimenterà ben presto. Intriso di atmosfere che ricordano il miglior cinema di Tim Burton, ritmato da avventure di sapore cavalleresco, una favola e un romanzo di formazione, in cui l'autore, con scrittura lieve ed evocativa, punteggiata di ironia, traccia un'indimenticabile metafora sul sentimento amoroso, ineluttabile nella sua misteriosa complessità.

Commento personale: Per una volta devo confermare le recensioni attira-lettori di un libro, perché questo romanzo potrebbe davvero essere la sceneggiatura di un film di Tim Burton (e invece diventerà un cartone animato diretto da Luc Besson, un altro che secondo me i film li sa fare bene).

La storia inizia proprio come una fiaba un po’ gotica: nella notte più fredda del mondo una donna compare alla porta di Madeleine, una levatrice da tutti considerata una strega perché presta assistenza a coloro che gli altri rifiutano (vagabondi, prostitute, ecc…). Dopo aver dato alla luce un bambino piccolissimo e con il cuore completamente ghiacciato la donna scompare e Madeleine si troverà a prendersi cura del piccolo Jack, che salva mettendo sul suo cuore difettoso un orologio a cucù, che ha l’unico difetto di essere molto delicato, e i forti sentimenti possono rischiare di danneggiarlo. Per questo Madeleine cerca di tenere Jack il più possibile lontano dagli altri, finché il ragazzo non posa lo sguardo sulla piccola Miss Acacia, una bellissima cantante andalusa che cattura il suo delicatissimo cuore e fa si che il ragazzo arrivi fino in Spagna pur di ritrovarla.

Il romanzo è molto breve e si divora in pochissimo tempo, fortunatamente l’autore riesce a non renderlo un tentativo di scrivere una storia profonda, saggia e metaforica che cerchi in qualche modo di imitare lo stile da Piccolo Principe e ogni tanto si stacca un po’ dall’atmosfera favolistica per tornare sulla terra quel tanto che basta per non esagerare. I personaggi mi sono piaciuti molto, soprattutto quelli secondari (come sempre: mai una volta che il mio preferito sia il protagonista) e l’ambientazione reale ma indefinita allo stesso tempo è stato davvero azzeccata.


Inizio lettura: 12 giugno 2012
Fine lettura: 14 giugno 2012

martedì 8 giugno 2010

Il segreto del parco incantato

Titolo originale: El secreto de la arboleda
Autore: Fernando Lalana
Anno di pubblicazione: 1992
Editore: Piemme
Pagine: 112

Iniziato il: 7 giugno 2010
Terminato il: 7 giugno 2010
Valutazione: ★★★★
L'estate è bellissima. Beh, no, l'estate è bella e basta. No, nemmeno: l'estate è bella se vai al mare, in montagna e in qualche altro posto, e conosci amici nuovi, e fai il bagno e mangi gelati, ghiaccioli e bevi coca-cola. E poi l'estate è bella se hai preso dei bei voti, così non devi studiare e puoi leggere libri d'avventura invece di quelli di grammatica e di aritmetica. Purtroppo, quello che sto per raccontarvi non mi è capitato in una di quelle estati passate alla grande in riva al mare o sulle sponde di un torrente di montagna.
(incipit)
Alle elementari, la mia insegnante di italiano aveva adottato questo metodo per farci leggere durante l'anno e non far spendere ai nostri genitori un capitale: assegnava ad ognuno di noi un libro della collana del Battello a Vapore che più si addiceva alla nostra età e dopo che ciascuno l'aveva letto, metteva tutti i libri sulla cattedra e ognuno sceglieva quello che preferiva leggere per il giro successivo. Purtroppo però, l'anno era troppo breve per far si che tutti leggessero tutti i libri e "Il segreto del parco incantato" è uno di quelli che ho sempre desiderato leggere ma che non sono mai riuscita ad accaparrarmi: lo volevano tutti!!

Questo graziosissimo libro racconta la magica estate di Ernesto, costretto in città dai brutti voti presi a scuola, e Carmen, una sua compagna di classe che non gli sta eccessivamente simpatica (almeno all'inizio del racconto). I due bambini incontrano nel parco la fata Rufina e la aiutano nel suo compito di portare la felicità agli uomini.

Bellissimo l'episodio degli autobus di gommapiuma (quanto mi piacerebbe provarli) e la trovata per i regali dei Re Magi: peccato davvero non averlo letto a 7 anni, sono certa che mi sarebbe piaciuto da impazzire, esattamente come a tutti i miei compagni.
Mi voltai. Una parte della corteccia dell'albero si era aperta, come una porticina, e lì vicino c'era la figuretta che aveva appena parlato. Non era più alta di due spanne: era vestita da fata: aveva un cappello a punta da fata e, in mano, una bacchetta magica di quelle che portano sempre le fate. Io, vedendola, pensai: «Ernesto, questa deve essere una fata». E dopo aver fatto questa brillante deduzione, caddi svenuto.