Visualizzazione post con etichetta film 2011. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta film 2011. Mostra tutti i post

lunedì 28 novembre 2011

Libera uscita

Titolo originale: Hall Pass
Regia: Bobby Farrelly, Peter Farrelly
Anno: 2011
Genere: Commedia
Cast: Rick (Owen Wilson), Fred (Jason Sudeikis), Maggie (Jenna Fischer), Grace (Christina Applegate)

Visto il: 27 novembre 2011
Valutazione:★★★
Trama: Rick e il suo miglior amico Fred sono arrivati ad un punto morto nei loro rispettivi matrimoni. Quando Rick e Fred iniziano a mostrare troppa irrequietezza e insofferenza a casa, le mogli decidono di concedere loro una settimana da single, senza domande e senza spiegazioni da dare. Un sogno che diventa realtà, ma i nostri ragazzi, a quarant'anni suonati, sono un po' fuori allenamento.
(incipit)

Commento
Commedia carina, leggera e divertente, perfetta per passare una serata tranquilla a ridacchiare. In realtà su questi film c'è ben poco da dire, perchè sono ovviamente un po' fine a sè stessi; in ogni caso lo consiglio per svagarsi un po'.

La banda dei Babbi Natale

Regia: Paolo Genovese
Anno: 2010
Genere: Commedia
Cast: Aldo (Aldo Baglio), Giovanni (Giovanni Storti), Giacomo (Giacomo Poretti), Irene Bestetti (Angela Finocchiaro), Monica (Silvana Fallisi), Marta (Lucia Ocone), Veronica (Antonia Liskova)

Visto il: 27 novembre 2011
Valutazione:★★★ e mezzo
Trama: E' la notte della vigilia di Natale: cosa ci fanno Aldo Giovanni e Giacomo in questura? Tre amici, uniti dalla passione delle bocce, sono finiti nei guai: quali storie racconteranno per scagionarsi dalla terribile accusa di essere una banda di ladri? L'interrogatorio con una severa e materna ispettore di polizia, interpretata da Angela Finocchiaro, diventa lo spunto per raccontare le loro vite complicate e il modo in cui vorrebbero cambiarle, o almeno renderle un po' più semplici.
(incipit)

Commento
Altro che De Sica, questo è il genere di commedia davvero divertente e piacevole. Finalmente il mio trio del cuore è tornato, dopo un periodo di magra in cui non facevano quasi più nulla (la wind li pagava probabilmente troppo bene) e quel poco erano quasi tutte ripetizioni di sketch già noti. In questo film, invece, sono tornati alla grande e, anche grazie all'aiuto di "spalle" fantastiche - soprattutto la Finocchiaro (inimitabile, la adoro) e la mitica Mara Maionchi nei panni della suocera di Giovanni - mi hanno fatto fare un sacco di risate.

I loro ruoli si mantengono "classici": Aldo il casinista melodrammatico, Giovanni il latin lover e Giacomo il timido sfigatello logorroico. Mi piace ritrovarli sempre così nei loro film: ormai questi sono i loro personaggi e se si invertissero i ruoli credo che sarebbe un po' spiazzante. Come sempre, quindi, tutta la vicenda è innescata da Aldo, o meglio, per rimediare ad uno dei suoi soliti casini, ed è incentrata su un equivoco: vengono scambiati per il noto gruppo di ladri "La Banda dei Babbi Natale" che rapinano appartamenti travestiti di tutto punto. I tre cercheranno di dimostrare la propria innocenza (e il motivo per cui si trovavano appesi al balcone di un appartamento, mimetizzati tra Babbi Natale gonfiabili) raccontando la loro incredibile storia ad una disperata Angela Finocchiaro, che per colpa loro è costretta a trascorrere la Vigilia in caserma.

Natale 2011 non vedrà un altro loro film; da un certo punto di vista ne sono felice, perchè con l'obbligo di un film all'anno c'è l'altissimo rischio di produrre una storia forzata e fatta tanto per fare. D'altro canto, la mia commedia natalizia di quest'anno sarà quella del buon Leonardo.

venerdì 4 novembre 2011

Un weekend da bamboccioni

Titolo originale: Grown Up
Regista: Dennis Dugan
Anno: 2010
Genere: Commedia
Cast: Lenny (Adam Sandler), Eric (Kevin James), Rob (Rob Schneider), Kurt (Chris Rock), Marcus (David Spade), Roxanne (Salma Hayek)

Visto il: ottobre. Il giorno non lo ricordo.
Valutazione: ★★★ e mezzo
Trama: Trent'anni dopo il diploma, cinque amici, vecchi compagni di squadra, si riuniscono per onorare la scomparsa dell'allenatore di basket d'infanzia. Con mogli e figli, trascorrono insieme il weekend del 4 luglio nella casa sul lago dove anni prima avevano festeggiato la vittoria della squadra. Ricreando atmosfere del passato, scoprono che crescere non significa necessariamente diventare adulti.
(comingsoon.it)
Sono indietrissimo con i commenti ai film: non ne ho visti tanti ultimamente, ma nonostante ciò non ho mai avuto voglia di recensire quei pochi. Adesso provo a portarmi un po' avanti.

Un weekend da bamboccioni è una commedia simpatica, leggera e divertente. Questi uomini sono proprio tutti uguali!! Per tutto il film ho pensato che il mio ragazzo e suoi amici, quando sono insieme, fanno esattamente le stesse stupidate che Adam Sandler&Co. combinano nel loro weekend!

Pur essendo un film che segue in tutto e per tutto i classici canoni della commedia, (quindi non è esattamente originale) l'ho trovato divertentissimo e alcune scene mi hanno fatta morire dal ridere: mi vengono in mente il gioco con l'arco e la freccia, oppure quando scoprono che la moglie di Eric allatta ancora al seno il figlio di quattro anni... allucinante! ^_^ Nel complesso, un film da vedere preferibilmente in estate e quando si ha voglia di una bella risata.

lunedì 26 settembre 2011

L'alba del pianeta delle scimmie

Titolo originale: Rise of the Planet of the Apes
Regista: Rupert Wyatt
Anno: 2011
Genere: Fantascienza
Cast: James Franco (Will Rodman), Freida Pinto (Caroline), John Lithgow (Charles Rodman), Andy Serkis (Cesare), Brian Cox (John Landon)

Visto il: 23 settembre 2011
Valutazione: ★★★ e mezzo
Trama: L'arroganza dell'uomo provoca una catena di eventi che è la causa dell'intelligenza delle scimmie e di un cambiamento nel nostro ruolo di specie dominante il pianeta. Caesar, la prima scimmia intelligente, viene tradita dagli uomini e si ribella per condurre la propria spettacolare razza alla libertà e alla resa dei conti con l'Uomo.
(comingsoon.it)
Film visto venerdì sera con pochissima voglia di andare al cinema e un gran sonno: le premesse non erano esattamente le migliori, e difatti questo prequel de "Il Pianeta delle Scimmie" (che io peraltro non ho visto) mi è piaciuto senza entusiasmarmi eccessivamente.

La storia di Cesare mi ha fatto molta tenerezza: troppo intelligente per trovarsi bene con i suoi simili ma troppo diverso da noi per integrarsi con gli uomini, questo scimpanzè dagli occhi umani (mi hanno molto impressionata, sono incredibilmente espressivi) cresciuto nella famiglia del suo "creatore" Will, diventa progressivamente sempre più ingestibile e spedito a forza dalle autorità in una specie di asilo per scimmie dove i malvagi gestori (tra cui un sempre più cattivo Tom Felton alias Draco Malfoy a cui evidentemente toccano tutte le parti da bastardo) gliene fanno di tutti i colori. Deciso a vendicarsi dei soprusi subiti, Cesare sfrutta la sua super-intelligenza per mettersi a capo di un esercito di primati che seminerà il panico tra gli uomini.

Quello delle sperimentazioni e delle violenze sugli animali è un tema al quale sono da sempre estremamente sensibile, e mi basta un nonnulla, anche solo un film o un libro in cui si accenni a questo argomento che io subito mi commuovo. Per questo è stata davvero una sofferenza assistere a tutto il male che circonda questo povero scimpanzè (e i suoi simili): ammetto quindi di aver tifato per loro durante tutta la proiezione. La principale tematica su cui si basa la storia è, in ogni caso, l'uso estremo dell'ingegneria genetica che, pur possedendo scopi positivi (in questo caso creare la cura per l'Alzheimer), rischia di sfuggire di mano agli uomini che cercano di sostituirsi a dio, un po' come una buona parte dei romanzi di Crichton ci insegna. In realtà, prima di Crichton ci era già arrivato Pierre Boulle, autore proprio del romanzo "Il Pianeta delle Scimmie" da cui è stato tratto il film originario e che, ho scoperto grazie a Wikipedia, è considerato il vero iniziatore del genere cosiddetto fantascientifico distopico. Ho tutta l'intenzione di leggerlo prima o poi.

Tornando al film, devo per forza accennare alla bellezza degli effetti speciali utilizzati, specialmente la resa di Cesare, per la quale è stata utilizzata la tecnica del motion capture esattamente come per Gollum ne "Il Signore degli Anelli" (e infatti l'attore è sempre lui, Andy Serkis). Fortunatamente, inoltre, la proiezione non era in 3D, così mi sono risparmiata il solito mal di testa successivo. Insomma, alla fine di questa recensione mi sono resa conto che probabilmente il film non è affatto male: purtroppo non ero in vena e così non me lo sono goduto come meritava. Peccato.

martedì 13 settembre 2011

Super 8

Titolo originale: Super 8
Regista: J.J. Abrams
Anno: 2011
Genere: Fantascienza
Cast: Joel Courtney (Joe Lamb), Elle Fanning (Alice Dainard), Kyle Chandler (Jackson Lamb), Riley Griffiths (Charles), Gabriel Basso (Martin), Ryan Lee (Cary), Zach Mills (Preston)

Visto il: 10 settembre 2011
Valutazione: ★★★★★
Trama: Nell'estate del 1979, un gruppi di amici in una piccola cittadina dell'Ohio è testimone di un incidente ferroviario mentre sta girando un film in super 8 nei pressi del luogo del disastro. Subito i ragazzi sospettano che l'incidente non sia stato tale e, subito dopo, strane sparizioni e misteriosi eventi iniziano ad avere luogo nella loro città. Lo sceriffo locale cercherà di vederci chiaro, scoprendo qualcosa di molto più spaventoso di quanto avessero osato immaginare.
Io non mi intendo di cinema: non sono in grado di scrivere una recensione parlando delle tecniche utilizzate, delle inquadrature, e della storia cinematografica; ci sono tante persone che lo sanno fare molto meglio di me (qui e qui solo due esempi) e lascio a loro la parola. Io sono una semplice spettatrice e l'unica cosa che sono in grado di fare è riportare le mie emozioni: e Super 8 mi ha emozionata in modo tanto potente da lasciarmi senza parole al termine della proiezione a fissare lo schermo, sperando che si riaccendesse e mi facesse rivedere, uno dietro l'altro, tutti i meravigliosi film che hanno riempito la mia infanzia di avventure incredibili. Perchè questo film è un inno al cinema "per famiglie" degli anni '80, a quei film che poi per anni hanno passato in televisione facendoci compagnia ogni Natale o al sabato sera, quando la prima serata era davvero tale, e per noi bambini era una festa rimanere alzati per vedere la fine, tanto il giorno dopo non c'era scuola.

Durante la proiezione ogni tanto saltavo su, perchè venivo colpita da una scena che immediatamente mi riportava a qualche altro film, come ET, I Goonies o La Storia Infinita, ma anche a qualcosa di più recente, come la presenza del numero 47, ovvio riferimento al telefilm Alias (oltretutto dopo il film siamo andati a mangiarci un panino e indovinate il numero del nostro tavolo? 47!!) e mi sono goduta in pieno ogni momento, ogni personaggio (Joe, il protagonista, mi ricordava tantissimo Elliot di ET, Cary, il biondino piromane, è forse il più simpatico e Allie, interpretata da Elle Fanning che è davvero di una bravura impressionante) e ogni citazione. E' stata proprio una bellissima sopresa, perchè non immaginavo minimamente che avrebbe avuto un impatto così forte su di me; sicuramente appena uscirà il dvd (o meglio ancora in blue ray) sarò lì ad attenderlo per unirlo alla mia collezione (che diventa sempre più folta) di film anni '80.

martedì 26 luglio 2011

Harry Potter e i Doni della Morte Parte 2

Titolo originale: Harry Potter and the Deathly Hollows Part 2
Regista: David Yates
Anno: 2011
Genere: Fantasy
Cast: Daniel Radcliffe (Harry Potter), Rupert Grint (Ron Weasley), Emma Watson (Hermione Granger), Ralph Fiennes (Lord Voldemort), Helena Bonham Carter (Bellatrix Lestrange), Alan Rickman (Severus Piton), Tom Felton (Draco Malfoy), Bonnie Wright (Ginny Weasley), Evanna Lynch (Luna Lovegood), Matthew David Lewis (Neville Paciock)
Visto il: 25 luglio 2011
Valutazione: ★★★★
E anche la saga cinematografica è finita. Non c'è paragone tra la tremenda nostalgia che mi ha assalito dopo aver voltato l'ultima pagina del libro (lo ammetto: ero talmente commossa che per consolarmi ho avuto bisogno di rileggere i primi capitoli di Harry Potter e la Pietra Filosofale per essere sicura che se avessi ricominciato dall'inizio avrei potuto ancora ritrovare tutti i miei personaggi preferiti. Lo so, sono patetica) e una certa indifferenza che mi ha portato ad uscire dal cinema come se fossi andata a vedere un film qualsiasi e non l'ultima parte dell'ultimo episodio della serie di Harry Potter. Non voglio essere severa, perchè ormai ho capito che non serve a nulla e addirittura ho imparato a non rimanere delusa, perciò ho messo quattro stelline: il film, infatti, è talmente ipnotico che mi è sembrato durasse pochissimo ed è senza dubbio spettacolare, con degli effetti speciali che fanno venire la pelle d'oca. Purtroppo tutto questo va come sempre a scapito delle emozioni, che non sono neanche lontanamente all'altezza di quelle suscitate dalla lettura: l'unica scena abbastanza commuovente è la morte di [SPOILER]Piton[SPOILER], ma tutte le altre morti sono giusto accennate e l'unico momento felice, quello del bacio tra Ron e Hermione è stato buttato lì, come se non fosse importante.

Nonostante la pellicola sia stata secondo me pensata soprattuto per chi non ha voglia o interesse a leggere i libri, più che per i fan, trovo che molte dinamiche siano state spiegate malissimo e siano davvero incomprensibili per chi non conosce già la storia: i primi due esempi che mi vengono in mente sono la fuga improvvisa dei Malfoy, che non viene minimamente contestualizzata, e il riferimento al figlio di Lupin e Tonks di cui non viene mai fatta parola ad eccezione di una frase lasciata a metà nella Parte 1. Inoltre il personaggio di Abenforth nel film è completamente inutile, dato che la storia di Silente non viene minimamente accennata.

Passiamo ora alle cose che mi sono piaciute (altrimenti se vado avanti così finisce che tolgo almeno mezza stellina): la scena che si svolge nella Stanza delle Necessità con il salvataggio in extremis di Malfoy, tutta la parte della battaglia per Hogwarts e più di tutti il momento in cui la Mc Granitt anima le statue che marciano alla difesa dei confini del castello e quello in cui Molly Weasley infine, sconfigge Bellatrix. Con sorpresa ho provato dispiacere alla morte di Voldemort e credo che sia dovuto alla fantastica interpretazione di Ralph Fiennes che insieme ad Alan Rickman hanno reso eccezionali i loro personaggi (soprattutto perchè con il libro, la sconfitta del Signore Oscuro è stata una liberazione). Deludente come sempre, invece, è stato il Silente di Michael Gambon che è proprio tutto l'opposto di come me lo sono sempre immaginato: la scena del "limbo" poi, nella versione cinematografica non è servita a nulla, perchè gli hanno fatto dire delle frasi inutili. Ma sono tornata a parlare delle cose che non mi sono piaciute!

La scena finale, ambientata 19 anni dopo, è simpatica: fa ridere vedere Harry e Ron nella veste di padri, mentre Malfoy è reso molto bene. Ginny e Hermione, invece, sono vestite come due sessantenni!

Ora che tutto è finito mi mancheranno l'attesa e la trepidazione per ogni nuova puntata, ma fortunatamente, come ha detto la Rowling durante la premiere del film a Londra, tornando indietro con le pagine o lo schermo, Hogwarts sarà sempre lì per riaccoglierci a casa.

lunedì 11 luglio 2011

Paura

Titolo originale: Fear
Regista: James Foley
Anno: 1996
Genere: Thriller
Cast: Mark Wahlberg (David McCall), Reese Witherspoon (Nicole Walker), William Petersen (Steve Walker), Amy Brenneman (Laura Walker), Alyssa Milano (Margo Masse)

Visto il: 10 luglio 2011
Valutazione: ★★

Ieri sera in tv si sono davvero scatenati: prima "Snakes on a plane" (che mi sono risparmiata accendendo il televisore all'ultima, penosa scena) poi questo film assolutamente inutile e fatto abbastanza coi piedi.

Nicole è un'ingenua sedicenne che si innamora di David, un ragazzo dalle amicizie poco raccomandabili ma apparentemente molto dolce e sensibile. Il padre di Nicole non vede di buon occhio David, che il suo istinto gli fa percepire come una persona di cui diffidare, e cerca di allontanare la figlia da lui nonostante le rimostranze della ragazza e i tentativi della moglie di minimizzare il pericolo. Dopo qualche tempo, però, David inizia a mostrare i segni di un attaccamento morboso a Nicole che lo porta a compiere azioni violente rivolte soprattutto coloro che la sua mente malata ritiene vogliano dividerli.

L'idea che ho avuto guardando "Paura" è quella di un film fatto tanto per fare qualcosa, perchè la maggior parte degli eventi che accadono sono o poco credibili o completamente senza motivazione. Prima di tutto non si capisce come sia possibile che il padre capisca subito alla prima occhiata che David abbia qualcosa che non va, soprattutto perchè nell'occasione in cui Nicole lo presenta alla famiglia, il ragazzo si comporta in modo esemplare. Va bene l'intuito e il senso paterno, ma con un minimo di credibilità! Anche Nicole è abbastanza stordita: se il mio fidanzato si scagliasse contro il mio migliore amico massacrandolo di calci solo perchè mi ha salutata abbracciandomi credo che qualche sospetto sulla sua sanità mentale mi verrebbe. La sequenza finale, poi, è il massimo: l'assedio alla villa da parte del gruppo di delinquenti amici di David. Ma gli americani le porte blindate non sanno nemmeno cosa siano, vero? Infine l'intervento del fratellino supereroe: a otto anni o giù di lì viene spedito da solo a cercare il cellulare nella macchina della madre per chiamare aiuto. Nel mentre, approfitta per far fuori un cattivone mettendolo sotto con l'auto (che sa guidare) e liberare i genitori: tutto questo senza che nessuno si accorga di nulla. Credo di aver detto abbastanza, no?

martedì 14 giugno 2011

Il Discorso del Re

Titolo originale: The King's Speech
Regista: Tom Hooper
Anno: 2011
Genere: Drammatico
Cast: Colin Firth (Re Giorgio VI), Guy Pearce (Re Edoardo VIII), Helena Bonham Carter (Regina Elisabetta), Timothy Spall (Winston Churchill), Geoffrey Rush (Lionel Logue)

Visto il: 01 giugno 2011
Valutazione: ★★★★★

Trama: Dopo la morte di suo padre Re Giorgio V (Michael Gambon) e l'abdicazione di suo fratello Edoardo VIII (Guy Pearce), Bertie (Colin Firth), che soffre da tutta la vita di una forma debilitante di balbuzie, viene incoronato Re Giorgio VI d'Inghilterra. Con il suo paese sull'orlo della II Guerra Mondiale e disperatamente bisognoso di un leader, sua moglie, Elisabetta (Helena Bonham Carter), la futura Regina Madre, organizza al marito un incontro con l'eccentrico logopedista Lionel Logue (Geoffrey Rush). Dopo un inizio burrascoso, i due si mettono alla ricerca di un tipo di trattamento non ortodosso, finendo col creare un legame indissolubile.


Avevo sentito parlare tanto di questo film, e il fatto che tutti dicessero che fosse così bello, così profondo... non lo so, mi faceva sospettare un tremendo mattore. Incoraggiata però dalla presenza di Colin Firth e Geoffrey Rush mi sono detta: "ma si, vediamolo, al massimo se mi annoio spengo..". Dopo due ore di film che mi sono sembrate mezza per quanto mi è volato, ho capito perchè abbia ricevuto così tante nomination e abbia vinto i meritatissimi Oscar come miglior film e miglior attore protagonista. Re Giorgio VI, la Regina Elisabetta e Lionel Logue sono così immensamente e profondamente umani, con i loro pregi ed i loro difetti, che non possono non catturare l'affetto dello spettatore, il quale si identifica nelle debolezze, nelle paure, ma anche nel coraggio e nella forza dimostrate da tutti e tre. Io credo che anche Rush e la Bonham Carter si sarebbero meritati l'Oscar come migliori attori non protagonisti, perchè senza la loro incredibile bravura, se Colin Firth fosse stato lasciato solo a sostenere tutto il peso del ruolo, sicuramente non sarebbe uscita quell'opera emozionante ed intensa che invece è emersa. Mentre guardavo il film, più volte ho pensato ad un concerto, in cui tutti gli strumenti sono perfettamente accordati e collaborano l'uno con l'altro per la creazione della melodia perfetta. Davvero un'opera intelligente, bilanciata, in cui tutti dicono e fanno la cosa giusta al momento giusto, l'ambientazione è perfetta e le inquadrature sono favolose. Anche i sentimenti suscitati sono perfettamente dosati e il film è intenso ma non fa piangere, è ironico ma non fa sbellicare dalle risate. Insomma, perfetto.

martedì 7 giugno 2011

Una Notte da Leoni 2

Titolo originale: The Hangover 2
Regista: Todd Phillips
Anno: 2011
Genere: Commedia
Cast: Bradley Cooper (Phil), Zach Galifianakis (Alan), Justin Bartha (Doug), Todd Phillips (Mr. Creepy), Ed Helm (Stu Price)

Visto il: 29 maggio 2011
Valutazione: ★★★ e mezzo


Trama: Phil, Stu, Alan e Doug partono alla volta della Thailandia per il matrimonio di Stu. Dopo l’indimenticabile addio al celibato di Las Vegas, Stu decide di non correre rischi e opta per un piccolo e sicuro brunch pre-matrimoniale. Ma le cose non vanno come previsto: quel che accade a Vegas rimane a Vegas, come recita il detto, ma quello che avviene a Bangkok non lo si può nemmeno immaginare.


Mi dispiace non mettere le 4 stelline, perchè mi ha fatto proprio ridere, anche se non quanto il primo episodio (ecco il motivo del voto più basso): con questo infatti sapevo cosa mi aspettavo, mentre con "Una notte da leoni" sono andata al cinema con l'incognita. Certo, anche questa volta il rischio c'era, perchè si rischiava di creare una replica neanche troppo divertente, invece è stato grande! ^_^

Una menzione d'onore va sicuramente ad Alan, perchè senza il suo personaggio il film probabilmente non esisterebbe [SPOILER](anche perchè per la seconda volta è lui la causa di tutto)[SPOILER], mentre mi piace sempre di più Bradley Cooper, perchè lo sto vendendo recitare in molti ruoli diversi. Certo, il massimo sarebbe vederlo in lingua origninale ma quando guardo un film, anche a casa, generalmente è perchè ho voglia di staccare, mentre per guardarlo in lingua originale ho bisogno di concentrarmi, altrimenti non capisco un tubo.

Comunque, al termine della visione del film la domanda è sorta spontanea: ma la scimmietta è sempre la stessa dei Pirati dei Caraibi e di Una notte al museo??

lunedì 6 giugno 2011

Pirati dei Caraibi: Oltre i Confini del Mare

Titolo originale: Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides
Regista: Rob Marshall
Anno: 2011
Genere: Avventura
Cast: Johnny Depp (Jack Sparrow), Penelope Cruz (Angelica), Ian McShane (Capitano Barbanera), Geoffrey Rush (Capitan Barbossa)

Visto il: 04 giugno 2011
Valutazione: ★★★★

Trama: In Pirati dei Caraibi 4, Johnny Depp torna a vestire gli ironici panni del Capitano Jack Sparrow. Quando Jack incontra Angelica, non è certo se si tratti di amore o se lei sia una spietata artista dell'imbroglio intenzionata a usarlo per trovare la leggendaria Fontana dell'Eterna Giovinezza. Nel momento in cui lo costringe a salire a bordo della Queen Anne's Revenge, la nave del famigerato pirata Barbanera, Jack si ritrova in un'inaspettata avventura in cui non sa chi temere di più: Barbanera o la donna del suo passato.


Temevo un'amara delusione: quattro film sono davvero tanti e dopo l'abbandono di Orlando Bloom e Keira Knightley e la comparsa di Penelope Cruz ficcata dentro solo per inserire la presenza femminile, temevo che ormai la credibilità di Jack Sparrow stesse per volgere al termine. Ho sottovalutato Johnny, devo ammetterlo: lui e Jeoffrey Rush da soli sono in grado di reggere tutto il film, aiutati da un sacco di favolosi effetti speciali. Anzi, dirò di più: ormai la storia di Will ed Elizabeth è esaurita e il loro coinvolgimento sarebbe stato solo una forzatura, mentre Barbossa è una "spalla" mitica per Jack (Jeoffrey Rush mi è sempre piaciuto un sacco e nella saga dei Pirati è sicuramente il migliore).

La storia è in linea con le avventure soprannaturali di Jack, che purtroppo non ha più la sua amata Perla Nera e si imbarca con la ciurma di Barbanera per andare alla ricerca della Fonte della Giovinezza. I costumi e le ambientazioni sono come sempre fantastiche e poi... le sirene... bellissime, le hanno fatte troppo bene!! Come sempre non mancano le risate ma ci sono anche dei momenti romantici [SPOILER(no, in questi Jack non centra per fortuna: non l'hanno stravolto!)SPOILER] e infine, dulcis in fundo, una nuova scoperta: costui, l'affascinante predicatore che accompagna la ciurma per tentare di salvare l'anima di Barbanera (lo so, non sono una recesitrice seria ^_^).

lunedì 23 maggio 2011

Fast & Furious 5

Titolo originale: Fast Five
Regista: Justin Lin
Anno: 2011
Genere: Azione
Cast: Vin Diesel (Dominic Toretto), Paul Walker (Brian O'Conner), Jordana Brewster (Mia Toretto), Dwayne Johnson (Luke Hobbs)

Visto il: 20 aprile 2011
Valutazione: ★★★


Trama: In questo 5 capitolo della serie Fast and Furious, finiti a Rio De Janeiro dopo aver liberato Dom, Brian e Mia cercano di salvarsi affrontando due temibili nemici: un ricco affarista corrotto e soprattutto l'agente federale Luke Hobbs, che mette su una squadra all'unico scopo di mettere le mani sui fuggiaschi. Ma sarà facile per quest'ultimo distinguere i buoni dai cattivi?


Tamarrissimo come suo solito, questo Fast&Furious è forse uno dei più belli, probabilmente perchè le gare di auto rimangono un po' in secondo piano e la storia segue le tracce di Ocean's Eleven, senza la classe di Brad e George ma con i muscolazzi sudati di Vin e Dwayne che se le danno di santa ragione. La scena più bella è sicuramente l'inseguimento finale con un vero e proprio tripudio di effetti speciali: ad inizio film mi ero ripromessa di contare il numero di automobili che si sarebbero sfasciate, ma sono stata costretta a rinunciare perchè solo lì ne avranno distrutte una ventina.

In realtà su questo genere di film non c'è molto da dire: il bello è che non si rischia di rimanere delusi perchè chi va a vederli sa esattamente cosa lo aspetta e o è un suicida, o va a colpo sicuro. Consigliuccio finale: dopo i titoli di coda non alzatevi, c'è una sorpresina che lascia intendere senza troppi sotterfugi un sesto episodio che si prospetta pieno di rivelazioni...